Il secondo obiettivo del progetto riguarda lo studio della composizione e della qualità delle diete somministrate alle vacche in lattazione e il relativo latte prodotto. A tal fine, il progetto ha previsto la raccolta e la caratterizzazione dei principali alimenti prodotti in azienda ad opera dei tecnici di AVA e APROLAV.
Nello specifico, sono state campionate le diete e i principali alimenti caratterizzati da un’elevata variabilità nella composizione chimico-nutrizionale, quali i fieni di erba medica e gli alimenti insilati. Tali alimenti sono stati consegnati all’università di Padova che ha iniziato la caratterizzazione chimica. Questi alimenti saranno anche valutati per la degradabilità ruminale mediante l’impiego delle più moderne metodiche in vitro, in grado di simulare il processo fermentativo ruminale.

Nello specifico, il nuovo laboratorio di fermentazioni dell’Università di Padova dispone di 180 mini-rumini artificiali che consentono di valutare non soltanto la degradabilità complessiva dell’alimento ma anche la cinetica di degradazione e quindi la velocità con cui il rumine produce i nutrienti necessari per la sintesi del latte. Dalla qualità degli alimenti dipende infatti la copertura dei fabbisogni nutrizionali delle vacche in lattazione e, quindi, lo stato di salute e di benessere degli animali, oltre alla qualità del latte prodotto.
Il campionamento degli alimenti è già stato effettuato nel 50% delle aziende previste (34 su 70 allevamenti). Complessivamente sono stati raccolti 25 campioni di erba medica e 54 campioni di insilati, suddivisi in insilato di mais (29 campioni) e altre tipologie di insilati (25 campioni), comprendenti principalmente sorgo, loiessa, triticale e altri cereali autunno-vernini (Immagine 3).
La varietà dei campioni alimentari raccolti ha già evidenziato che la maggior parte delle aziende (18 su 34 aziende) tende a ridurre la propria dipendenza dalla coltivazione del mais producendo diverse tipologie di insilati e diversificando l’attività agronomica. Pur rimanendo una delle colture più produttive, il mais presenta infatti elevate esigenze in termini di input produttivi (fertilizzanti, acqua, diserbanti) e una marcata sensibilità a stress biotici e abiotici, che ne possono ridurre significativamente la qualità nutrizionale e favorire la presenza di sostanze tossiche, quali le micotossine.
In tutte le aziende AVA ha anche campionato e consegnato il latte a UNIPD per la valutazione dei principali parametri qualitativi e a IZS per la valutazione dei problemi connessi con l’antibiotico resistenza.
Parter del GO coinvolti: Associazione Veneta Allevatori (AVA), Università degli Studi di Padova (UNIPD), Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZS)
*Foto in apertura: laboratorio in vitro di simulazione delle fermentazioni ruminali (180 fermentatori)